Armi di distrazione di massa - parte 3

Aggiornato il: 8 mar 2019

Eccoci giunti alla terza ed ultima parte della nostra veloce carrellata sui mezzi di persuasione di massa. La settima strategia, mantenere la gente nell'ignoranza e nella mediocrità, viene utilizzata al solo scopo di far sì che la gente ignori i principi di base, le tecniche e i metodi, usati per il suo controllo mentale al fine di renderla inconsapevolmente "schiava" del sistema, mantenendola nella confusione e nella disorganizzazione. 

La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia, e rimanga impossibile, da colmare. Basta rivolgere lo sguardo sulla Pubblica Istruzione e sui continui tagli ad essa inflitti per rendersene conto! Il metodo più semplice per rendere efficace quest'arma silenziosa consiste dunque, nel scoraggiare le menti e gli spiriti sabotando le attività mentali, anche attraverso programmi educativi di bassa qualità o programmi televisivi depersonalizzanti quali “Il Grande Fratello”, “L’isola dei Famosi”... limitando di fatto la creatività.


L'ottava strategia, rappresenta a mio avviso un ulteriore aspetto della mediocrità ed è per molti versi ancor più subdolo del precedente: FAR CREDERE AL PUBBLICO CHE ESSERE STUPIDI IGNORANTI E VOLGARI SIA L’ATTEGGIAMENTO PIU' IN VOGA DEL MOMENTO.

Del resto, nella società attuale e nel contesto storico in cui viviamo, questo comportamento è da ritenersi "normale" in quanto è il risultato delle tecniche fin qui descritte messe in atto per decenni, le quali hanno contribuito a distorcere la personale visione della realtà, a modificare l’importanza dei valori etici e morali, ed infine, ad assumere atteggiamenti di puro egoismo. Ad esempio una volta, sui mezzi pubblici, si usava lasciare il posto ad una persona meno giovane o ad una donna in stato di gravidanza. Oggi vige il menefreghismo più totale... anzi, se quella persona si permettesse di chiedere di sedersi, come minimo verrebbe insultata!





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La nona strategia, rafforzare il senso di colpa, consiste nell'induzione ad ammettere la propria responsabilità nel ritenersi "incapace" di: trovare un impiego, acquistare un'auto, mantenere una famiglia e via dicendo... con la conseguenza di una diminuzione del livello di autostima che pone, automaticamente, il soggetto in uno stato di rassegnazione in cui è convinto che la vita è questa e che non esiste via d'uscita. È un dato di fatto che molte persone in età adulta ancora vivono in casa dei genitori... osservandole con attenzione, traspare in modo chiaro e inequivocabile, quello stato di rassegnazione di cui sopra che, rafforzato dal comportamento compassionevole dei genitori, i quali anziché stimolare, spronare e incoraggiare il proprio figlio a credere ancora nella possibilità di realizzare i suoi sogni, lo giustificano, lo proteggono, aumentando di fatto la sua fragilità e compromettendo la sua vita. Ma come si può evitare che i genitori si sentano in colpa se loro stessi sono i primi ad essere vittime?

A partire dalla fine del secolo scorso, grazie agli innumerevoli progressi in campo scientifico (neurobiologia, psicologia applicata...), oggi disponiamo di un data base di informazioni fisiche e psicologiche dell'essere umano tali che i media, unendoli ai risultati raccolti tramite sondaggi, studi comportamentali, feedback e quant'altro, hanno magistralmente usato e programmato per tracciare una mappatura della persona che risulti funzionale agli scopi del sistema. In questo modo il "sistema" è in grado di esercitare un ampio controllo sugli individui e di influenzarne le scelte, poiché in fondo ci conosce meglio di quanto ognuno di noi conosca se stesso e solo tramite la confidenza con i meccanismi che utilizza per plagiarci, possiamo acquisire la capacità di difenderci.

A presto

Roberto Deidda Damus

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