Ipnosi, questa eterna sconosciuta di Leonardo Carrassi


A volte risulta molto complesso trattare di un argomento come l’ipnosi, principalmente perché in Italia non vi è nessuna cultura a riguardo e molte persone (prestigiatori compresi ahimè) associano spesso quest’arte alla ciarlataneria. Ovviamente i più colti sanno che in realtà l’ipnosi è quanto di più naturale e reale esista, tanto nell’ambito terapeutico, quanto nella sua veste spettacolare da palco. Iniziai ad interessarmi di ipnosi tredici anni or sono e mossi i primi passi attraverso diversi manuali più o meno interessanti, rimanendo sempre un esecutore occasionale. Oggi, dopo anni di passione ho il grande piacere di poter raccontare l’incontro con Damus, a mio avviso uno tra i più grandi esperti d'Ipnosi da spettacolo del panorama internazionale.


Damus, il manipolatore dell'inconscio


Senza dubbio l’ipnosi da stage è un’arte ormai rara, un genere di spettacolo oggi poco praticato, e che nel passato non conta comunque molti adepti. Forse tra i più anziani qualcuno ricorderà Otello Ghigi, prestigiatore e ipnotista maestro di Silvan, mentre alle generazioni intermedie probabilmente non sfuggiranno i nomi di Salamini e Casella (di cui per altro dopo parleremo). Chi nella vita quindi ha avuto la fortuna di vedere un autentico spettacolo d'Ipnosi si può considerare fortunato, non è certamente un genere d'intrattenimento comune da incontrare. Oggi probabilmente, l’esponente maggiore di quest’arte nonché ottimo docente di tecniche ipnotiche, è senza dubbio Roberto Deidda in arte Damus. In passato ho seguito alcuni seminari sull’argomento e conosciuto diversi ipnotisti, ma devo dire che nessuno mi ha colpito come Roberto. E in questa preferenza non credo abbia giocato tanto il suo sguardo magnetico e coinvolgente, la sua voce profonda o le physique du rol, (caratteristiche che per altro ha davvero, e decisamente molto spiccate), quanto la sua semplicità. Da una persona che pratica quest’arte ci si aspetterebbe probabilmente austerità e supponenza, in realtà Roberto possiede un grande carattere, conservando tuttavia molta umiltà.



Alexander, il maestro ovunque presente.


Quando si parla di argomenti di questo genere è quasi impossibile non trovare Alexander in prima fila. Conobbi Elio nove anni fa quando lui si esibiva con un contratto interport su Costa Crociere, periodo in cui su quei palchi ebbi piacere di vedere alcuni nomi illustri della magia. Ricordo quanto Alexander fosse per me un personaggio estremamente magnetico, personaggio col quale si rischia di chiacchierare piacevolmente fino alle tre del mattino. Da allora lo incontro ovunque vi sia un evento veramente magico, in veste docente, di artista, o di semplice appassionato qual è. C’è sempre da imparare da Elio, è sempre una grande fortuna passare qualche ora in sua compagnia. Non ho mai cambiato opinione su di lui: per me è e rimarrà un signore con un’eleganza d’altri tempi che merita tutto il successo che ha, ma soprattutto una persona che sa mescolarsi con tutti, umile e affascinante nello stesso tempo.

I suoi interventi durante le lezioni hanno avuto a che vedere si con l’ipnosi (ha dimostrato alcune sue tecniche d'induzione) ma soprattutto con la sua materia, di cui è senz’altro uno dei più grandi esponenti, il mentalismo. La parentesi mentalistica è stata più che altro un “tirare il fiato”, una sorta di caffè a metà pomeriggio. Tre effetti mentali uno più forte dell’altro, presentati (e giustamente non spiegati) col suo parlor decisamente vincente.


Giucas Casella, un personaggio fuori da ogni schema.


Ho sempre vissuto nel dubbio finché non ho avuto occasione di assistere a un’ora delle sue performance. I miei dubbi venivano dalla credibilità che Casella ha inevitabilmente perso negli anni di trasmissioni televisive. E devo dire che la prima impressione è stata la medesima, quella di un personaggio poco chiaro, più astuto che enigmatico, ordinario e grossolano. Ma chi non cambia idea quando può dimostra spesso ottusità, e devo dire che conosciuto meglio, Giucas non è altro che se stesso, sempre, un personaggio che non recita nessun copione (detto tra noi non ne sarebbe neanche capace), e dietro questo modo grezzo e villano si cela una persona che ha davvero un grande potere, il potere di credere fermamente nelle sue capacità. Casella è estremamente magnetico, ed ha le idee molto chiare. Non manifesta la minima paura o insicurezza e quando addormenta qualcuno lo fa con la semplicità di un giochetto di prestigio, e senza nessun trucco o compare! Purtroppo in Tv i tempi televisivi a volte richiedono alcuni aiutini, e questo non era certo il caso. Questo signore ormai anziano non si pone alcun tipo di problema, è tanto spontaneo e provinciale quanto potente e carismatico. E in effetti fa breccia sul pubblico qualunque, quello vero e di tutti i giorni, non certo sul radical-chic. Durante circa un’ora ha addormentato profondamente sei persone tra cui uno scettico vicino di banco, ha creato catalessi e analgesia su un paio di ospiti, e amnesia in altri allievi del corso. Alla fine si è dimenticato di svegliare un corsista che avendo ronfato circa 45 minuti  non ha potuto assistere a nessuna performance! Emozionante l’affetto tra Casella e Damus, il dietro le quinte da cui ho appreso verità quotidiane sull’amicizia e sulla professionalità, e alcuni racconti sulla vita di quotidiana di persone tanto particolari.


Assecondami che ci divertiamo! Una falsa credenza.


Se pensate che l’ipnosi da palco abbia a che fare con questa frase siete fuori strada, è una falsa credenza come tante e una pratica che certamente non è usata dai veri professionisti, “la finta Ipnosi” dice Damus, “non esiste, un professionista finirà sempre per vincere la partita con l’interlocutore. Alla fine la gente fa ciò che gli chiedo, la suggestione in ogni caso vince su tutto”. 

Personalmente ho visto diversi soggetti nelle mani di Damus, e nessuno di questi assecondava Roberto con coscienza, tutt’altro, erano totalmente in balia dell’ipnotista. Rimango sempre sconvolto dai prestigiatori, e talvolta anche dai più preparati. Ne ho sentite di ogni a partire proprio dalla convinzione che sul palco scenico non sia possibile indurre in ipnosi, e che sia sempre tutta una bufala. Purtroppo queste false credenze vengono spesso da radici e tradizioni scettiche poco colte. L’ipnosi non è qualcosa a cui uno può credere o meno, trattasi di una pratica che si è evoluta a partire dal ‘700, e che al giorno d’oggi è usata a scopo clinico e terapeutico, o come forma di spettacolo, (o al limite da abili truffatori per ingannare o manipolare le persone, ma questo è un altro discorso).

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