Armi di distrazione di massa - parte 2

Aggiornato il: 8 mar 2019

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta e alla comprensione delle altre tre tecniche di manipolazione mentale. La quarta tecnica, quella del differire, consiste nell'applicare delle misure restrittive, semplicemente ritenute dolorose e necessarie, e farle accettare come un sacrificio futuro. Del resto la mentalità corrente, che accomuna la quasi totalità delle persone, è la tendenza a sperare che "domani le cose miglioreranno" e che il sacrificio paventato potrebbe essere evitato.

Pensate ad esempio all'inflazione, al debito pubblico, allo spread. Quanti di questi problemi ci riguardano realmente? Come cita l'Art. 3 della Costituzione: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana...", lo Stato dovrebbe assumersi le proprie responsabilità per la cattiva gestione dei conti e non evitarle deliberatamente, creando e modificando costantemente tasse e Iva a discapito dei cittadini, nel tentativo di migliorare la situazione. Quindi, se è vero che siamo cittadini, ed è giusto partecipare anche alla vita economica in modo completo, è pur vero, che prima di ogni cosa siamo esseri umani, ed è altrettanto giusto esercitare il nostro diritto alla libertà d'informazione per difendere la propria vita nella sua totalità.





Tecniche & Strategie Avanzate di lettura e resilienza all'influenza nascosta della mente con l'ipnomentalismo

La quinta tecnica, rivolgersi alla gente come a dei bambini, viene largamente usata negli appelli rivolti al grande pubblico ed è una tecnica psicologica che possiamo riconoscere negli spot pubblicitari. E’ rappresentata dal fatto che la maggior parte della pubblicità usa discorsi, argomenti, personaggi e un’intonazione infantile, considerando lo spettatore come un bambino in età scolare e dunque facilmente suggestionabile. Proprio a causa della suggestionabilità quest'ultimo, con molta probabilità, tenderà a dare una risposta o ad avere una reazione priva di senso critico. Ne è un esempio calzante la pubblicità natalizia della Bauli. Essa punta sul fattore emozionale che, rievocando la tradizione italiana del Natale in cui tutta la famiglia è riunita e regna l'amore e la gioia, provoca un corto circuito della parte razionale dell'individuo. L'uso del tono emotivo infatti permette di aprire la porta dell'inconscio per installare “memi”, cioè idee, desideri, compulsioni e perfino indurre comportamenti, attraverso quelli che vengono in gergo definiti “messaggi subliminali” e che costituiscono la base delle azioni di marketing di ogni azienda. A questo punto basterebbe un semplice "perché" per indurre una riflessione e un senso critico ma, in questa società dei “non perché”, e la nostra lo è per eccellenza, non "possiamo" permettercelo e dunque i "perché" vanno banditi. Questo è il principio su cui agisce la sesta tecnica, usare l'aspetto emozionale molto più della riflessione.

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Roberto Deidda Damus

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